FPA | Innovare l’Industria con l’Acciaio

Innovare l’Industria con l’Acciaio, questo il titolo della conferenza svoltasi lo scorso Venerdì 6 Maggio 2016, presso la sede della Ceramica Sant’Agostino.

Filo conduttore dell’evento, organizzato da Fondazione Promozione Acciaio, è stato -la sempre maggiore importanza della sicurezza delle costruzioni nelle zone sismiche- con una dettagliata relazione sugli aspetti progettuali e costruttivi del nuovo magazzino autoportante verticale.
Presenti oltre 100 invitati tra rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore, tecnici ed imprenditori che dopo gli interventi dei relatori hanno potuto visitare il cantiere del nuovo magazzino autoportante verticale, in ricostruzione dopo il sisma del 2012.
In rappresentanza di Garc SpA, azienda di costruzioni impegnata dal 2012 nel polo produttivo della Ceramica Sant’Agostino nei lavori di demolizione del precedente MAV, realizzazione fondazioni dei nuovi edifici ed adeguamento sismico degli edifici esistenti; erano presenti: il Presidente Claudio Saraceni ed il Vicepresidente Roberto Grillenzoni.

Partecipanti Istituzionali e Relatori
Ing. Caterina Epis, Presidente Fondazione Promozione Acciaio
Dott.ssa Palma Costi, Assessore alle Attività Produttive Regione Emilia Romagna
Dott. Maurizio Marchesini, Presidente Confindustria Emilia Romagna
Ing. Pietro Baratono, Provveditore alle OO.PP. Lombardia ed Emilia Romagna
Ing. Mauro Manuzzi, Amministratore Delegato di Ceramica Sant’Agostino
Ing. Gianluca Loffredo, CEO di Archliving, Direzione Lavori
Prof. Ing. Walter Salvatore, Università di Pisa, Consulenza tecnica alla progettazione strutturale e D.L.
Ing. Luca Benetti, Stahlbau Pichler, Costruttore

I Numeri del MAV
2.400 tonnellate di acciaio strutturale
8.700 m² di pannelli sandwich di rivestimento
3.700 ore di progettazione costruttiva
4.700 elaborati di progetto costruttivo
33.000 ore di produzione in officina
550.000 bulloni strutturali
45 km di saldatura

La conferenza e la visita in cantiere sono state l’occasione per presentare l’innovativa concezione progettuale e la perizia costruttiva che caratterizzano il MAV della Ceramica Sant’Agostino: le peculiarità della carpenteria metallica e l’ampio ricorso all’acciaio strutturale hanno garantito la progettazione di un deposito nel pieno rispetto delle normative vigenti, sicuro di fronte alle azioni sismiche, efficiente e ad alta redditività. Di seguito il riassunto dei vari interventi:

L’Ing. Manuzzi, amministratore delegato di Ceramica Sant’Agostino, ha voluto ringraziare tutti i collaboratori del progetto: la Regione Emilia Romagna ed i suoi tecnici, Confindustria Emilia Romagna per la consulenza sempre fattiva e professionale svolta in questi anni, gli ingegneri Salvatore dell’Università di Pisa e Loffredo di Archliving, le imprese Stahlbau Pichler nelle persone del Dott. Pichler e dell’Ing. Benetti e la System Logistics nella persona dell’Ing. Maffei.
“La risposta all’invito ricevuto dall’Ing. Benetti di Stahlbau Pichler di ospitare la conferenza è stata immediatamente positiva, nonostante sia evidente a tutti come l’azienda non sia ancora in condizioni totalmente accettabili per accogliere così tante persone. Il motivo di questa nostra dichiarata ed immediata disponibilità è stato quello di condividere con tecnici ed operatori del settore il percorso progettuale che ha portato alla ricostruzione del nostro magazzino, stante il fatto che questo avviene in piena osservanza delle disposizioni regionali emanate dopo il sisma del 2012 e quindi con il decisivo contributo pubblico della Regione Emilia Romagna. Esiste quindi un patrimonio di informazioni tecniche che ben volentieri condividiamo con altri, tenuto conto che ovviamente, ogni intervento ha sue caratteristiche peculiari che lo definiscono come opera unica. Caratteristiche che dipendono dalla zona in cui viene costruito, dal tipo di pesi che deve sopportare e dall’uso che se ne deve fare.
L’input che abbiamo dato come impresa committente, per il progetto di ricostruzione del magazzino, è stato quello di riutilizzare lo stesso sedime di area del preesistente, questo per un motivo fondamentale: poter utilizzare nuovamente le fondazioni che erano ancora in grado di sopportare il peso del nuovo edificio, guadagnando così tempo e risorse per la realizzazione del nuovo intervento.”

Nel suo intervento, il Dott. Marchesini nel ruolo di Presidente di Confindustria Emilia-Romagna e di imprenditore con un’importante polo produttivo presente all’interno del cratere sismico del 2012, ha voluto esprimere tutta la sua riconoscenza alle imprese del territorio che hanno saputo reagire alle difficoltà senza interrompere la produzione, hanno saputo risollevarsi, restituendo così un futuro alla Regione.
“Abbiamo dimostrato per l’ennesima volta che il nostro è un territorio attrattivo per chi vuole fare impresa, anche dall’estero. Ne è un esempio il comparto biomedicale di Mirandola, dove sono rimaste le importanti società multinazionali che già vi operavano.
Quello di Ceramica Sant’Agostino è un esempio concreto di come si possano ridefinire i modi di fare impresa e soprattutto i ‘contenitori’ dell’impresa, mettendo in campo nuove tecnologie e definendo partnership con autorevoli docenti universitari, esperti e tecnici. Con questo nuovo investimento, Ceramica Sant’Agostino da una dimostrazione concreta di rinascita, d’innovazione tecnologica, d’organizzazione di gestione”.
Il discorso è poi proseguito tracciando un breve bilancio dell’attuale situazione economica nella regione: “Le performance attuali, dal punto di vista degli ordinativi e del fatturato sono migliori di quelle del 2012. Tutto il sistema produttivo sta vivendo una certa rinascita, guidata anche dalla rivoluzione digitale applicata all’industria, nota come industria 4.0. Ad oggi posso dire che stiamo andando nella direzione giusta”.

L’Ing. Baratono, Provveditore alle OO.PP. delle regioni Lombardia ed Emilia Romagna, nel suo intervento ha illustrato in linea generale i macro obiettivi di politica infrastrutturale, riguardanti la sicurezza e le opere, che il Ministero intende perseguire.
“Qualcosa è stato fatto, come ad esempio l’intento di semplificare il codice degli appalti, ma c’è ancora altro da fare.”
Incrementare la produttività del settore -pressoché costante ma leggermente in calo negli ultimi 40 anni nel confronto con altri comparti che hanno produttività in crescita, ed in alcuni casi di grande crescita.
Tempi certi di esecuzione con conseguente riduzione dei costi, viste le limitate risorse finanziarie.
Internazionalizzazione delle imprese e dei professionisti, per partecipare a gare internazionali e competere a livello globale dove ci si confronta con realtà molto più strutturate.
Semplificazione normativa e legislativa, nell’ottica di una separazione, fondamentale, della questione “sicurezza” di competenza statale, dalla parte “progettazione” di competenza contrattuale.
Digitalizzazione delle procedure concorsuali degli appalti, l’art. 23 comma 13 presente nel nuovo codice degli appalti di recente approvazione in via preliminare, prevede l’introduzione e l’adozione di metodi e strumenti elettronici specifici.
“Il Ministero ha davanti a se obiettivi complessi, ma soprattutto di medio-lungo periodo, che non sempre si sposano con l’esigenza politica che è più di breve periodo. A mio parere e credo che in questo momento il Governo così stia facendo, bisogna operare in un’ottica di lungo periodo. Solo così possiamo risultare competitivi anche a livello internazionale.”

L’Assessore Costi ha ricordato le fasi salienti delle attività Regionali che hanno portato alla ricostruzione dopo i disastrosi effetti del sisma del 2012. Nel farlo ha sottolineato come il decreto Errani abbia saputo individuare gli obiettivi più urgenti dando la precedenza alle scuole ed alle imprese, normando procedure per rinnovare e migliorare gli aspetti più critici, adeguando culturalmente ciò che il sisma aveva evidenziato. “Al commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani va riconosciuta anche la volontà di digitalizzare il processo di presentazione delle domande di contributo attraverso il portale Sfinge, si pensi alle tonnellate di carta evitate, al loro stoccaggio, agli innumerevoli viaggi informativi e di confronto, se si fosse tenuto un approccio tradizionale al tema. Oggi stiamo vedendo, a distanza di quattro anni, in un’azienda simbolo del sisma del 2012, una visione avanzata della ricostruzione, dove la grande sfida che gli imprenditori hanno saputo accettare, restando sul territorio e provando a ricostruire, è stata vinta.”

Perché costruire interamente in acciaio? “Perché soddisfa requisiti di sicurezza e flessibilità – ha spiegato il Presidente di Fondazione Promozione Acciaio, Caterina Epis, – oltre alla riduzione di costi e tempi di cantiere, garantendo qualità estetica e prestazionale elevate. Inoltre, l’acciaio è in linea con le recenti proposte di Governo in materia di economia circolare: l’acciaio è riciclabile al 100%.”

La progettazione e la costruzione del magazzino sono state oggetto degli interventi tecnici del Prof. Walter Salvatore e dell’Ing. Luca Benetti. “Il nuovo MAV della Ceramica Sant’Agostino rappresenta uno dei primi esempi Italiani di questa nuova generazione di magazzini, concepiti e realizzati con l’approccio dell’ingegneria civile e non più come ‘attrezzature industriali’ – ha illustrato il Prof. Salvatore – L’innovata concezione antisismica dei MAV sarà sempre più estesa alle future realizzazioni, con un evidente aumento della sicurezza del personale e delle garanzie di continuità della produzione.”
Ciascuna spalla è inoltre vincolata alle fondazioni, “recuperate dalle preesistenti, mediante piastre metalliche nervate in lamiere in acciaio saldate e zincate; in sommità – ha proseguito Benetti, – le spalle sono solidarizzate a una capriata reticolare in acciaio, a formare una struttura intelaiata su più colonne”.

Il nuovo Mav sorge infatti sul sedime del precedente, in quanto “occorreva necessariamente farlo interloquire con il sistema d’impacchettamento dei pallet – ha spiegato Gianluca Loffredo di Archliving, direzione lavori. – Ha un’impronta di pianta di circa 134×26 metri ed è il risultato di un’interfaccia tra normative europee e prove in sito e in laboratorio: a supportarci, infatti, nell’iter progettuale sono stati i team dell’Unife e dell’Università di Pisa”. Ma è anche il prodotto di un processo di “informatizzazione”, ancora in fase di start up, che ha permesso di far calzare un impianto di movimentazione merci, un vero e proprio “sistema in movimento che interagisce con la logistica della produzione”.

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