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Parco Passo Gavia

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info@garcspa.it

Via dei trasporti, 14 Carpi (MO)

BONIFICA PARCO PASSO GAVIA

L'area

Il Parco Passo Gavia è sito nel Comune di Brescia, all’interno del quartiere 1mo Maggio. Il nucleo del quartiere risale agli anni 1925-26 e fu promosso dall’Istituto per le Case Popolari che costruì 25 casette bifamiliari poi assegnate a operai e impiegati degli stabilimenti vicini (Togni, Tempini, Caffaro, Om). A quel tempo, il quartiere si trovava nella periferia della città, dove i lotti di terreno erano meno costosi. Nel 1929 il quartiere fu intitolato “XXI aprile”, per celebrare la “festa del lavoro” istituita dal regime. Nell’agosto del 1946, dopo la liberazione, il quartiere fu ribattezzato 1mo Maggio, confermando la vocazione di quartiere prevalentemente operaio. Dalla seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso, si determinò un progressivo e radicale mutamento del tessuto urbano, con il graduale abbandono degli insediamenti industriali posti ai lati del quartiere, in parte soggetti a trasformazione edilizia e, in altri casi, ancora in attesa di una nuova destinazione.
Fra gli stabilimenti vicini vi è in particolare quello della Caffaro che ha iniziato la sua attività nel 1906, con la costituzione della “Società Elettrica ed Elettrochimica del Caffaro Società Anonima”, la quale, oltre allo stabilimento elettrochimico di Brescia, realizzò una centrale idroelettrica a Ponte Caffaro.
A partire dalla sua fondazione fino ad oggi all’interno dello stabilimento è stata attiva la produzione di prodotti chimici, fitofarmaci, pesticidi e PCB. L’azienda Caffaro interruppe nel 1984 la produzione di PCB e quella autonoma del cloro nel 1997, e con essa l’impiego del mercurio. Oggi la ditta utilizza nel proprio ciclo produttivo cloro proveniente da altri impianti, così da produrre acido cloridrico, clorito di sodio, clorato di sodio, ipoclorito di sodio e cloruro di calcio.

L’area dello stabilimento Caffaro, dal 2000 ad oggi, è stata più volte oggetto di indagini; i risultati emersi hanno confermato una diffusa contaminazione del terreno e della matrice falda. La produzione dei composti chimici ha provocato una contaminazione dei terreni sottostanti da PCB, diossine, furani, mercurio, arsenico, tetracloruro di carbonio (di questi composti il mercurio e l’arsenico non entrano nella catena alimentare). Vi è anche l’inquinamento della falda e delle rogge che determinano il trasporto dell’inquinante da nord verso i territori a sud della città tra cui il quartiere 1mo Maggio.
L’area oggetto del presente bando è ricompresa nel Sito di Interesse Nazionale Brescia-Caffaro. Tale intervento rientra tra gli obiettivi dell’accordo di programma “SIN Brescia Caffaro”, sottoscritto in data 29 settembre 2009 tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Lombardia, la Provincia di Brescia, il Comune di Brescia, il Comune di Castegnato ed il Comune di Passirano, con il fine di assicurare la messa in sicurezza, la bonifica ed il recupero funzionale dei siti inquinati ivi inclusi.
Il sito è già stato oggetto di un intervento di messa in sicurezza d’emergenza nel 2009, poi interrotta a causa di problemi con la Ditta appaltatrice; per questo motivo il Parco si presenta ad oggi privo di arredi, vialetti e impianti. Ed è già stato oggetto di scavi fino a profondità di 50 cm per una superficie di circa 2000 m2.

Caratterizzazione del suolo e sottosuolo

È stata eseguita una Caratterizzazione del suolo e sottosuolo il cui esito ha messo in evidenza la presenza di parametri oltre i limiti delle csc di cui alla colonna A, tabella 1, Allegato 5 al Titolo V -Parte Quarta del D.Lgs.152/06, ovvero: Arsenico, Rame, Piombo, Zinco; Mercurio, PCB, PCDD-PCDF,
Per il sito in esame ci si è avvalsi della procedura di Analisi del Rischio, con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità. Si è tenuto presente il modello concettuale consolidato negli interventi della medesima natura e già eseguito nel SIN Caffaro, specificatamente per il Parco di Via Nullo e le aree verdi pertinenti gli edifici scolastici di Passo Gavia, già autorizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.

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