Strategia “reale” Garc

L’accordo con EON Reality per costruire il futuro prossimo dell’azienda

Le tecnologie digitali sono uno strumento più che mai attuale in ogni campo del lavoro umano, aiutano a fare meglio e bene e a rendere fruibili progetti complessi anche grazie a quella dote nativa che permette di combinare informazioni specifiche a una certa dose di comunicazione.

Garc, nella sua costante ricerca di strumenti e occasioni di miglioramento, ha stretto la mano a un colosso mondiale della realtà virtuale come EON Reality per offrire soluzioni innovative ai suoi clienti e irrobustire le doti progettuali che sono fulcro dell’attività dell’azienda di costruzioni.

La californiana EON Reality, che sviluppa software e piattaforme digitali, ha deciso di mettere piede (ma anche la testa) in Emilia-Romagna insediandosi nel Worklife Innovation hub di Casalecchio di Reno, per far nascere un Centro digitale interattivo votato allo sviluppo di contenuti e applicazioni di realtà virtuale aumentata.

“In Emilia-Romagna vediamo una grande opportunità di trasferire la conoscenza delle competenze locali alla comunità globale. Il centro interattivo digitale garantirà alla regione di rimanere all’avanguardia nell’innovazione e rappresenta un investimento per il futuro dei cittadini.”
(Mats Johansson, Ceo di EON Reality)

Come mancare questa occasione? Poiché Garc punta a ridurre le possibilità di errore nella fase di passaggio tra la progettazione e la realizzazione di un’opera, ha deciso di tuffarsi, senza esitare, nel mare infinito di possibilità che offre la realtà virtuale. Il risultato è permettere a chi partecipa al progetto di immedesimarsi appieno nel lavoro e prevedere con certezza la sua evoluzione, ricalcolando, se necessario, tutte le variabili senza tralasciare i particolari.

Con questo accordo Garc ha deciso affrontare concretamente il tema della comunicazione e del trasferimento di informazioni scegliendo come partner il leader mondiale in questo campo. Questo accordo permetterà di sviluppare, in esclusiva per l’Italia l’utilizzo di tecnologie avanzate nel campo AEC* privato e dell’ambiente.

Comunicare bene un progetto diventa una necessità dalla quale non si può prescindere. Nel passaggio dall’idea alla sua realizzazione entra in gioco la realtà virtuale, che non si sostituisce al lavoro e al pensiero umano, ma rafforza la fase progettuale e semplifica la comunicazione con il cliente, fino alla gestione dell’opera dopo la sua realizzazione.

Se il punto è fare la cosa giusta, il modo lo scegliamo noi, cerchiamo quello più efficace e mettiamo in campo tutte le nostre conoscenze fino al raggiungimento dell’obiettivo. Ecco perché serve rafforzare la fase del passaggio delle informazioni e affinché questo avvenga è necessario che le informazioni siano veicolate nel modo più efficiente possibile.

Garc è certa che le tecnologie di EON Reality faranno la differenza, poiché è all’interno del processo di ideazione che le tecnologie di realtà virtuale e realtà aumentata ci vengono incontro e saranno volano per migliorare le nostre abitudini precedenti, permettendoci di migliorare e assicurandoci un’evoluzione positiva.

L’accordo stipulato tra le due società permetterà a Garc di entrare a pieno titolo tra le aziende innovative di questo Paese.
Siamo pronti a festeggiare questo accordo che ci porta nel presente della tecnologia più avanzata.
È con soddisfazione che Garc rende ufficiale l’accordo sviluppato e siglato con EON Reality.

 

“Per l’uomo tribale lo spazio era il mistero incontrollabile. Per l’uomo tecnologico è il tempo a occupare lo stesso ruolo.”
(Herbert Marshall Mcluhan)

* AEC (Architecture Engineering Construction)
Acronimo con il quale viene comunemente designata l’industria delle costruzioni, soprattutto in ambito di tipo informatico.

Curiosità
Nel 1968 Ivan Sutherland con l’aiuto del suo studente Bob Sproull creò quello che è considerato il primo sistema di realtà virtuale con visore. Era primitivo sia in termini di interfaccia utente sia di realismo il visore da indossare era così pesante da dover essere appeso al soffitto e la grafica era costituita da semplici stanze in wireframe. L’aspetto di quel dispositivo ne ispirò il nome La Spada di Damocle.

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